La copertura della responsabilità civile verso i terzi è la polizza piu’ importante per un azienda che produce imprenditoria, indipendentemente dalla propria categoria merceologica, esponendosi in primis con il proprio patrimonio nei confronti del soggetto finale fruitore di beni e/o servizi nel caso questi ne subisca un danno.

logo_atenaIn particolare anche nel nostro settore di riferimento, quello socio sanitario, è ormai pubblica e inequivocabile la tendenza da parte delle compagnie di assicurazione del non volere sottoscrivere il rischio della “responsabilità sanitaria”.

L’aumento della litigiosità, la poca chiarezza del legislatore su leggi e decreti attuativi, l’impostazione del danno informa risarcitoria e non indennitaria (stesso tipo di sinistro, diverse sentenze e diversi risarcimenti), la colpa grave e la responsabilità penale, la responsabilità erariale, la mancanza di un approccio di risks management, la malpractice e la mancanza di comunicazione tra assicurato e assicuratore portano quest’ultimo a ridurre o ad annullare la propria esposizione in questo settore proponendo in molti casi coperture assicurative RC non adatte e/o economicamente insostenibili per un Ente.

L’invecchiamento della popolazione, il sempre maggior aggravio economico a carico della spesa pubblica e del sistema sanitario con l’esternalizzazione dei servizi a strutture private contribuiscono al cambiamento socio economico che stiamo vivendo, non più Case di Riposo come alcuni anni fa venivano intese ma oggi RSA “Residenze Sanitarie Assistenziali” con servizi residenziali, semiresidenziali, domiciliari, riabilitativi e ambulatoriali.

foto2_athenaMaturando questi concetti sulla base di oggettiva osservazione e confronto, AtenaBrokers Srl società di brokeraggio assicurativo, ha proposto, in collaborazione con l’Osservatorio Settoriale sulle RSA istituito presso la LIUC – Università Cattaneo, di cui è sponsor, un’indagine di approfondimento sulle polizze di responsabilità civile nelle RSA. Assecondando un approccio di benchmarking, nell’ambito dello studio si sono voluti analizzare e comparare i principali aspetti che concorrono alla formulazione di un contratto assicurativo per la Responsabilità Civile verso i Terzi per come oggi è inteso il rischio legato all’attività di una RSA, mettendo in relazione il costo assicurativo RC con l’evento avverso, il danno pagato a terze persone e a cose.

La ricerca è stata condotta attraverso due distinte fasi, ovvero un’analisi quantitativa, basata su parametri oggettivi, e un’analisi qualitativa volta ad approfondire le condizioni contrattuali delle polizze stipulate.
Durante la prima fase dello studio, a cui hanno aderito 51 RSA, rappresentative, in logica cumulata, di 7.497 posti letto, è stato somministrato un questionario con l’obiettivo di acquisire un insieme di dati statistici sugli eventi accidentali/sinistri occorsi nell’ultimo triennio allora a consuntivo (2011-2013), così da verificare l’esistenza di una relazione tra i danni eventualmente causati a terzi e i costi sopportati da ciascun ente per la relativa copertura assicurativa.

Le principali evidenze empiriche della prima fase dello studio possono essere così sintetizzate:
– la logica andamento sinistri-premio pagato non è dimostrata poiché non è emersa alcuna correlazione statisticamente rilevante tra il premio pagato e isinistri accaduti (v. Tabella 1).
– costi notevolmente differenti/stesso rischio(da € 2,00 a € 412,00 a posto letto)(v. Tabella 2).
– sistema disomogeneo e miope che nonvede il rischio Rsa nel complesso.

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La seconda fase dello studio, a cui hanno aderito 26 RSA, si è basata sull’analisi qualitativa dei contratti assicurativi di RC per i rinnovi 2014 con l’obbiettivo di evidenziare le criticità del contrattuale RC e la sua performance nel momento che si verifica l’evento accidentale, il danno al terzo. È stato analizzato principalmente l’aspetto sanitario, che rappresenta la maggiore unità di rischio in una RSA. In particolare modo, più è ampio l’ombrello protettivo della polizza RC dell’Ente per attività interne/esterne e di corresponsabilità con il personale sanitario, migliore è la prestazione nel risarcimento del danno.

Ricordiamo:
– la richiesta danni arriva direttamente all’Ente;
– la polizza RC dell’Ente è quella che gestisce il danno in prima battuta;
– linearità di rischio tra copertura assicurativa dell’Ente e del professionista sanitario;
– una copertura estesa anche al personale sanitario esterno si traduce in una migliore gestione del danno;
– un risarcimento congruo in sede civile attenua il carico penale.

Dall’analisi dei contratti assicurativi è emerso che il 34,62% del campione visionato non è congruo, ovvero non rispetta il requisito minimo richiesto e cioè la copertura per il rischio sociosanitario e la corresponsabilità con il personale libero professionale esterno (medici, infermieri e fisioterapisti).

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Il restante 65,38% definito congruo,nel rischio evidenzia comunque una seriedi criticità, tra cui:
– esclusione della copertura ad ombrello verso il personale sanitario esterno(mediamente 72,55%);
– il 17,65% non esclude la rivalsa per colpa grave e/o lieve sul personale sanitario dipendente;
– il 70,59% esclude la garanzia copertura a primo rischio senza rivalsa sul personale sanitario esterno.

foto5_athenaIn conclusione l’indagine restituisce una fotografia dove l’assicuratore (la compagnia di assicurazione) dimostra di non avere una chiara e delimitata conoscenza del Rischio della Responsabilità Civile in Rsa per come oggi è inteso, conpesi e misure differenti senza alcuna edevidente logica di correlazione tra i costi sostenuti e l’evento accidentale, il danno al terzo.

 

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Per informazioni:

Atena Brokers Srl 

Via Pier Francesco Mazzuchelli Morazzone 21 

22100 Como (CO)


foto6_athenaSig. Ferreccio Massimiliano


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